Più di 500 mila euro per i bambini ucraini, frutto di circa 7700 medaglie vendute: questo il risultato del progetto partito un anno fa, promosso dall’Istituto Poligrafico e Zecca di Stato, per sostenere il centro di riabilitazione Unbroken Kids all’ospedale St. Nicholas di Leopoli.

Oltre 19.000 vittime di guerra trattate, di cui più di 2000 bambini ucraini, e 175.000 interventi di chirurgia ricostruttiva, ortopedia e impianti di protesi robotiche: questo il bilancio dell’attività svolta negli ultimi tre anni da Unbroken Kids all’ospedale St. Nicholas di Leopoli. Il Centro ha consentito a migliaia di persone di tornare a sperare nel futuro, accompagnandole passo dopo passo verso il ritorno a una vita normale.

bambini ucraini feriti morti guerra russia invasione aggressione ospedale pediatrico medaglia ipzs zecca dello stato beneficenza charity aiuto sanitario ospedale kiev I risultati della campagna di raccolta fondi per le attività di Unbroken Kids presso l’ospedale St. Nicholas di Leopoli, in Ucraina, sono stati presentati presso la Presidenza del Consiglio

“Il grande successo delle medaglie dedicate alla resistenza dell’Ucraina – sottolinea in una nota Paolo Perrone, presidente di IPZS – racconta un’Italia solidale, capace di rimane al fianco di un Paese che continua a resistere dopo tre anni di guerra. Ben 7700 medaglie sono state vendute per oltre 500 mila euro raccolti dalla vendita di queste opere d’arte create dagli studenti della nostra Scuola e distribuite grazie a Poste Italiane. Questo è un messaggio concreto a favore di Unbroken Kids, un’organizzazione che opera nell’ospedale St. Nicholas di Leopoli e che lavora per sostenere bambine e bambini che hanno subito danni fisici o psicologici a causa della guerra. Solo insieme si riescono a raggiungere grandi risultati, come questo”.

bambini ucraini feriti morti guerra russia invasione aggressione ospedale pediatrico medaglia ipzs zecca dello stato beneficenza charity aiuto sanitario ospedale kievAl dritto la statua Berehynia, dalla stele dedicata all’indipendenza dell’Ucraina di Piazza dell’Indipendenza a Kiev, simbolo del patriottismo ucraino e protettrice della libertà, realizzata da Anatoliy Kushch nel 2001. In basso DCCXXX indica i 730 giorni (i primi due anni) di resistenza del popolo ucraino all’aggressione russa, iniziata il 24 febbraio 2022

La medaglia, che vi abbiamo presentato appena fu emessa, è stata realizzata su progetto degli studenti della Scuola dell’Arte della Medaglia e distribuita grazie al contributo di Poste Italiane. Alla presentazione dei risultati dell’iniziativa, lo scorso 25 febbraio, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, sono intervenuti il presidente IPZS Paolo Perrone, il direttore generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco, il direttore generale di Unbroken, Mariana Svirchuk,m il segretario generale della Fondazione 5P Global padre Marcin Schmidt e il consigliere nazionale della Confederazione delle Misericordie d’Italia Alberto Corsinovi. L’incontro è stato moderato dalla giornalista del Tg1 Stefania Battistini.

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Sul rovescio della medaglia di IPZS servita a raccogliere fondi per i bambini ucraini il tridente dell’emblema ucraino, inserito in un cerchio. Intorno, tratto dall’inno nazionale ucraino, il testo DAREMO ANIMA E CORPO PER LA NOSTRA LIBERTA’

Nel pubblico diversi rappresentanti delle istituzioni; hanno inoltre partecipato, in presenza e collegati dall’Ucraina, alcuni reporter di guerra che in questi anni hanno raccontato il conflitto: Fausto Biloslavo (Il Giornale); Francesco Semprini (La Stampa); Ilario Piagnerelli (RaiNews).

Durante la conferenza stampa è stata donata a IPZS e Poste un’opera d’arte realizzata da alcuni dei pazienti di Unbroken con una scheggia di un missile: opera entrerà a far parte del patrimonio artistico della Zecca dello Stato.  Una galleria fotografica ha raccontato il percorso di guarigione e riscatto dei bambini ucraini curati dal Centro: dall’arrivo in ospedale alla prima assistenza, fino alla riabilitazione psicofisica. A chiudere il percorso disegni realizzati dai bambini ucraini e inviati all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in segno di riconoscenza.